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	<title>Strasburgo</title>
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		<title>Dubbio di Giuseppe</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 17:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Dubbio di San Giuseppe di autore anonimo è un dipinto a tempera su tavola (114&#215;114 cm) del 1410-1420 circa, conservato nel Museo dell&#8217;Opera di Notre-Dame di Strasburgo. Il pannello fa pendant con un altro simile raffigurante la Natività delle Vergine e forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-84" title="dubbio di giuseppe" src="http://www.strasburgo.biz/wp-content/uploads/2012/01/dubbio-di-giuseppe-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" />Il Dubbio di San Giuseppe di autore anonimo è un dipinto a tempera su tavola (114&#215;114 cm) del 1410-1420 circa, conservato nel Museo dell&#8217;Opera di Notre-Dame di Strasburgo. Il pannello fa pendant con un altro simile raffigurante la Natività delle Vergine e forse era inserito in un più grande retablo d&#8217;altare andato perduto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;opera, proveniente dall&#8217;ospedale e convento di San Marco a Strasburgo, è un ottimo esempio di come nell&#8217;arte del gotico internazionale, in questo caso di scuola tedesca, si rendessero le scene sacre come rappresentazioni del quotidiano calate nella realtà dell&#8217;epoca.<br />
La scena familiare è tratta da un episodio dei Vangeli apocrifi: Giuseppe, alla visione di Maria incinta, è assalito dal dubbio e starebbe per ripudiarla, ma un angelo lo istruisce prontamente sul Mistero. Si vede Maria incinta e dedita al cucito e san Giuseppe sospreso dall&#8217;angelo a destra. La scena è ambientata in una stanza delimitata da pilastrini, con quelle centrale che divide la stanza di due parti diseguali. Ogni elemento è composto secondo un&#8217;assonometria irreale e sbilenca, che dà al dipinto un&#8217;atmosfera capricciosa e fantastica.<br />
Innumerevoli sono i dettagli, sia di oggetti simbolici che di elementi della vita quotidiana, dai tavoli di Giuseppe e di Maria, con i piani in prospettiva quasi ribaltata per mostrare gli strumenti da lavoro della coppia, alla credenza coi libri, dal velo annodato a una pertichetta, alla nicchia con la botticina del vino, fino alla cassetta degli utensili da cucito.<br />
Al centro del pavimento l&#8217;alberello entro un recinto allude all&#8217; hortus conclusus medievale, simbolo della verginità di Maria, come anche il rubinetto chiuso, mentre i libri sono allusioni alle profezie dell&#8217;Incarnazione.<br />
Lo stile, per quanto originale, si rifà sia ai pittori fiamminghi che allo spirito intimo e poetico degli artisti della regione del Reno (il cosiddetto &#8220;stile tenero&#8221;).</p>
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		<title>Orologio Astronomico di Strasburgo</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 09:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Costruito durante il XVI secolo, l&#8217;orologio astronomico di Strasburgo è un capolavoro del Rinascimento, all&#8217;epoca considerato una delle sette meraviglie della Germania. È situato nella cattedrale di Strasburgo. È stato portato alle forme attuali nel corso di diversi secoli. La struttura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-44" title="orologio astronomico" src="http://www.strasburgo.biz/wp-content/uploads/2011/09/orologio-astronomico-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />Costruito durante il XVI secolo, l&#8217;orologio astronomico di Strasburgo è un capolavoro del Rinascimento, all&#8217;epoca considerato una delle sette meraviglie della Germania. È situato nella cattedrale di Strasburgo. È stato portato alle forme attuali nel corso di diversi secoli.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura dell&#8217;orologio è composta dalla cassa alta 18 metri che poggia su un basamento alto più di 4 metri e largo 7,30 metri dal quale s&#8217;innalzano anche una scala a chiocciola per accedere alla parte superiore e al quadrante esterno e da una torre entro la quale scorrono i cinque pesi che forniscono la forza motrice dei meccanismi contenuti nella cassa; la ricarica avviene ogni settimana cioè quanto impiegano i pesi a compiere la discesa. Il tutto è ornato da pitture e sculture in legno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;indicazione dell&#8217;ora è data da un quadrante sul quale le lancette argentate indicano l&#8217;ora ufficiale e quelle dorate, in ritardo di circa mezz&#8217;ora su quelle argentate, indicano l&#8217;ora locale alla quale sono sincronizzate le sonerie dei vari personaggi meccanici: il primo quarto d&#8217;ora è scoccato da un putto alato, il secondo da un fanciullo adolescente, il terzo da un adulto e il quarto da un vecchio a simboleggiare le quattro età della vita. Tutti sfilano davanti alla morte che ha in una mano una falce e nell&#8217;altra un battaglio col quale batte le ore senza mai fermarsi mentre le età, come gli uomini, riposano durante la notte; dopo i rintocchi dell&#8217;ora un&#8217;altra figura di putto alato rovescia la clessidra che tiene in mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo scoccare del mezzogiorno le statue rappresentanti gli apostoli sfilano davanti al Cristo che, passato l&#8217;ultimo apostolo, benedice i visitatori; durante la sfilata degli apostoli un gallo canta per tre volte. Da sempre questo animale ha infatti rappresentato la misura del tempo e, ricordando la rinnegazione del Cristo da parte dell&#8217;apostolo Pietro prima che il gallo canti , simboleggia anche la fragilità umana.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-43"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I giorni sono rappresentate da statue delle divinità mitologiche dalla domenica con Apollo e successivamente i vari giorni della settimana rappresentati da Diana, Marte, Mercurio, Giove, Venere fino al sabato che vede Saturno raffigurato mentre divora i suoi figli e rappresenta il tempo che divora ciò che crea. La freccia tenuta da Apollo ha anche la funzione di indicare sul calendario il giorno attuale. L&#8217;anno è descritto da un calendario perpetuo a forma di anello con i mesi, i giorni e i rispettivi santi, le feste fisse e mobili.</p>
<p style="text-align: justify;">Un globo celeste riproduce i movimenti della volta stellata intorno alla terra immobile al centro secondo la visione tolemaica. Ha più di 5000 stelle e gira in un giorno siderale, cioè nel tempo intercorrente fra due passaggi successivi di una stella sullo stesso meridiano, più breve di circa quattro minuti del giorno solare medio. È pure indicato il tempo apparente, o vero tempo solare, dato dal tempo intercorrente fra due passaggi successivi del sole sul meridiano. Due lancette indicano il movimento apparente del sole e quello della luna intorno all&#8217;emisferoterrestre settentrionale e indicano quindi con la loro posizione anche le eclissi del sole e della luna.</p>
<p style="text-align: justify;">Il complesso delle pitture, opera dell&#8217;artista Tobias Stimmer e del fratello Josias, operanti nel XVI secolo, evoca il tempo sotto i diversi aspetti, cronologico, storico e teologico ma sempre tendendo a dimostrare che l&#8217;uomo e l&#8217;umanità sono indirizzati verso la fine. Così è evocata la creazione degli uomini mediante la estrazione di Eva da una costola d&#8217;Adamo da parte di Dio, che, secondo la tradizione protestante, non è rappresentato direttamente ma è soltanto indicato da una scritta al centro di un globo di fuoco. Il giudizio universale a rappresentare la fine è illustrato in tre scene di contenuto teologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Di concezione teologica luterana sono la rappresentazione della Caduta e della Salvezza mediante la Fede e la Grazia. Le quattro stagioni rappresentano le età dell&#8217;uomo e il tempo irreversibile della vecchiaia perché dietro all&#8217;inverno si scorge la morte con la sua clessidra. Altre pitture rappresentano uomini che hanno illustrato la scienza e le arti. Copernico è raffigurato con in mano un ramo di mughetto a significare il fatto che fu un medico, ma non in relazione alla sua teoria astronomica eliocentrica vista dai suoi contemporanei e dall&#8217;ideatore dell&#8217;orologio soltanto come una geniale ma bizzarra ipotesi, tant&#8217;è che il complesso dello strumento abbraccia ancora la teoria geocentrica tolemaica. Il planetario mostra la circolazione dei pianeti visibili e i segni dello zodiaco tracciati sul quadrante permettono di determinare in quale costellazione si trovano i pianeti, le fasi lunari sono determinate dal globo della luna per metà bianco e per metà nero che compie una rotazione completa della durata del mese lunare di 29 giorni e 55 minuti. I moti dei pianeti e della luna sono realizzati con estrema precisione rispetto alla realtà, precisione che stupisce se si pensa che è ottenuta con congegni meccanici di oltre 150 anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi l&#8217;orologio realizza una completa visione dell&#8217;astronomia del Cinquecento oltre che un esempio dell&#8217;abilità raggiunta dalla tecnologia meccanica nella metà dell&#8217;Ottocento, un bel esempio di arte rinascimentale tedesca e un motivo di riflessione sul mistero del tempo.</p>
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		<title>La Cattedrale di Strasburgo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 19:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La cattedrale di Strasburgo è una delle chiese più note di Francia e del mondo. Con un&#8217;altezza di 142 metri, è stata per molto tempo un parametro di riferimento per gli edifici più alti del mondo. Come cattedrale cattolica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-40" title="Cathedrale-de-Strasbourg" src="http://www.strasburgo.biz/wp-content/uploads/2011/09/Cathedrale-de-Strasbourg-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" />La cattedrale di Strasburgo è una delle chiese più note di Francia e del mondo. Con un&#8217;altezza di 142 metri, è stata per molto tempo un parametro di riferimento per gli edifici più alti del mondo. Come cattedrale cattolica è dedicata alla Madonna ed è quindi chiamata Notre-Dame e Liebfrauenmünster, rispettivamente in francese e in tedesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu costruita a partire dal 1015 ed iniziata in stile romanico, anche se fu poi continuata secondo i canoni dell&#8217;architettura gotica sia francese che tedesca: i lavori proseguirono fino al 1439. Si basava sulle fondamenta della precedente costruzione del periodo ottoniano. Per la sua fattezza, è un illustre esempio di costruzione in pietra arenaria dei Vosgi (grès rouge des Vosges). Questa pietra, tipica delle zone renane, le conferisce il colore rossiccio che caratterizza anche altre costruzioni situate in città vicine, come la cattedrale di Friburgo in Brisgovia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha la forma di una basilica a tre navate con transetto. È rimasta incompiuta anche a causa delle enormi dimensioni del progetto, che il comune di Strasburgo ed il vescovo Henri de Hasenbourg perseguivano in concorrenza con altre città nelle zone limitrofe.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi si distingue da molte altre cattedrali gotiche data l&#8217;evidente mancanza di una delle due torri campanarie, quella meridionale, il che determina un forte effetto asimmetrico dell&#8217;insieme (in contrasto con la regolarità che caratterizza la facciata, strutturata a scacchiera). La parte posteriore della chiesa, soprattutto il presbiterio ma anche il transetto, è quella maggiormente caratterizzata da elementi romanici, che per altro sono evidenti nella cripta dell&#8217;XI secolo. Ciononostante, l&#8217;interno è caratterizzato da una spiccata dissoluzione delle pareti secondo i parametri delle cattedrali gotiche francesi dell&#8217;epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altro canto le sculture della chiesa lasciano trasparire nuove tendenze dell&#8217;arte gotica, dato che in opere come la morte della Vergine il drappeggio dei vestiti non nasconde più completamente le forme del corpo: la scultura riacquista così una parte della plasticità che il gotico tendeva in precedenza a tralasciare per assecondare le forme snelle e lo slancio verso l&#8217;alto tipico della scultura gotica. La chiesa si distingue per un orologio astronomico di grande fattura che riproduce, unico nel suo genere, la precessione degli equinozi. È in grado di battere anche le 13.</p>
<p style="text-align: justify;">Le costruzioni che si affacciano sulla piazza antistante, caratteristiche per l&#8217;intelaiatura a traliccio, formano insieme alla cattedrale un importante insieme urbanistico. Con un&#8217;altezza di 142 metri, la cattedrale restò intatta fino ai giorni nostri, differenziandosi da molte altre costruzioni medievali che gareggiavano tra di loro in dimensioni, ma che non rimasero in piedi a lungo (come ad esempio la cattedrale di Beauvais). Risultò essere l&#8217;edificio più alto nel mondo a partire dal 1647 (in seguito al crollo della torre della Marienkirche a Stralsund), per poi restarlo fino al 1874 (anno in cui fu costruita la Nikolaikirche ad Amburgo). Ha del resto un ruolo urbanistico di primo piano per tutta la zona di Strasburgo, dato che è visibile a chilometri e chilometri di distanza (ad esempio da alcuni punti della Foresta Nera).</p>
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		<title>Grande Ile</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 15:35:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Grande Île (Grande isola), la più centrale e caratteristica isola di Strasburgo, costituisce il centro storico della città ed è circondata dalle acque del fiume Ill. Nel 1988 venne aggiunta alla lista dei patrimoni mondiali dell&#8217;Unesco, in quanto &#8220;antico quartiere molto rappresentativo delle funzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-88" title="grandelll" src="http://www.strasburgo.biz/wp-content/uploads/2011/09/grandelll-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />La Grande Île (Grande isola), la più centrale e caratteristica isola di Strasburgo, costituisce il centro storico della città ed è circondata dalle acque del fiume Ill. Nel 1988 venne aggiunta alla lista dei patrimoni mondiali dell&#8217;Unesco, in quanto &#8220;antico quartiere molto rappresentativo delle funzioni della citta medievale e dell&#8217;evoluzione di Strasburgo tra il XV e il XVIII secolo&#8221; Comprende i quartieri di Centre-Ville e Petite France. Sull&#8217;isola, riconosciuta anche come sito di fondazione del castrum romano Argentoratae, è presente una concentrazione di siti d&#8217;interesse artistico, architettonico e culturale, tra i quali si ricordano la cattedrale di Notre-Dame, principale monumento cittadino, Casa Kammerzell,palazzo dei Rohan, sede dei principi vescovi della famiglia Rohan nel XVIII secolo, i ponti coperti. Tra le chiese, oltre la cattedrale, sono da ricordare Saint-Thomas, Saint-Pierre-le-Vieux, Sant-Pierre-le-Jeune, Sant-Etienne. La Grand Île ospita inoltre l&#8217;Hôtel de Ville (municipio) e l&#8217;Opéra di Strasburgo, teatro municipale costruito nel 1820 in stile neoclassico.</p>
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		<title>La storia di Strasburgo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 15:02:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il sito su cui sorge Strasburgo fu inizialmente occupato dall&#8217;accampamento militare romano di Argentoratae dopo le campagne di Germanico del 14-16, all&#8217;interno della provincia di Germania superiore. A partire dal IV secolo, Strasburgo fu sede di un vescovato. Presso le sue porte fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-23" title="strasburgo-palaces-des-rohan-" src="http://www.strasburgo.biz/wp-content/uploads/2011/09/strasburgo-palaces-des-rohan--300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Il sito su cui sorge Strasburgo fu inizialmente occupato dall&#8217;accampamento militare romano di Argentoratae dopo le campagne di Germanico del 14-16, all&#8217;interno della provincia di Germania superiore. A partire dal IV secolo, Strasburgo fu sede di un vescovato.</p>
<p style="text-align: justify;">Presso le sue porte fu combattuta una grande battaglia nel 357, tra gli Alemanni e l&#8217;imperatore Giuliano, il quale riuscì a respingerli mentre il loro re, Conodomario, fu fatto prigioniero. Pochi anni più tardi (nel 361), Giuliano diventava imperatore romano. Un nuovo attacco viene sferrato il 2 gennaio del 366, approfittando della superficie ghiacciata del Reno ed all&#8217;inizio del V secolo gli Alemanni risultano insediati nell&#8217;area oggi occupata dall&#8217;Alsazia ed in una grande parte dell&#8217;attuale Svizzera. Nel corso del V secolo la città passò dal dominio degli Alemanni a quello degli Unni e poi dei Franchi; nell&#8217;842 vi venne siglato il Giuramento di Strasburgo.</p>
<p style="text-align: justify;">Grande centro di scambi commerciali nel tardo Medioevo, nel 1262 diventò una città libera del Sacro Romano Impero con un governo autonomo dal 1332. Nel 1439 fu completata la realizzazione della Cattedrale di Strasburgo, destinata a diventare l&#8217;edificio più alto del mondo. Negli anni successivi al 1520 la città fece propria la dottrina religiosa di Martin Lutero, i cui seguaci fondarono a Strasburgo nel secolo successivo una loro università. Presumibilmente Strasburgo è la città citata come &#8220;Argentina&#8221; da Sarpi nella Storia de concilio tridentino. La Francia annette Strasburgo nel 1681, sotto il regno di Luigi XIV, e la conquista viene ratificata dal Trattato di Ryswick nel 1697. La politica di intolleranza religiosa verso i protestanti adottata in Francia con l&#8217;Editto di Fontainebleau non poteva esserte applicata a Strasburgo, unita alla crescita dell&#8217;industria e del commercio, porta la popolazione cittadina a triplicare fino a 150.000 abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inno nazionale francese, &#8220;La Marsigliese&#8221;, viene composto a Strasburgo il 25 aprile del 1792 da Claude Joseph Rouget de Lisle, durante una cena organizzata dal sindaco della città, Frédéric de Dietrich.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1871, terminata con il Trattato di Francoforte la guerra franco-prussiana, la città torna ad essere parte del Reichsland di Alsazia-Lorena dell&#8217;Impero tedesco guidato dal carismatico Bismark e segnando la fine dell&#8217;imperatore francese Napoleone III. Strasburgo diventa nuovamente francese dopo la prima guerra mondiale, con la sigla nel 1919 del Trattato di Versailles e di nuovo tedesca durante gli anni della seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945.</p>
<p style="text-align: justify;">La linea del fronte tra Francia e Germania che nei secoli ha attraversato Strasburgo e la sua regione ha anche diviso le comunità e le famiglie, spesso trovatesi su fronti opposti nei diversi conflitti. Per questo il monumento cittadino ai caduti di tutte le guerre raffigura una madre che regge i corpi di due figli volutamente nudi, cioè privi di qualsiasi divisa o insegna riconducibile ad una particolare fazione.</p>
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